ROMA-JUVE, E NIENTE DI PIU’

3 aprile 2011

Domani si gioca Juventus-Roma. Che altro dovrei dire? Niente, mi potrei fermare tranquillamente  qua e concludere con un punto, se ricambiassi la Juve per la riconoscenza che ha avuto nei confronti di noi tifosi in questi anni, ma soprattutto in quest’ultima stagione, e i motivi ben li sappiamo. E quando parlo di Juve, purtroppo, non mi riferisco a quei splendidi colori che ricoprono la nostra maglietta, ma a tutte quelle incompetenti persone che in questo particolare momento la rappresentano: dai giocatori all’allenatore, dalla società ai magazzinieri. Leggi il seguito di questo post »


PERCHE’ I BIANCONERI IN AZZURRO GIOCANO MEGLIO?

29 marzo 2011

Ad inizio stagione, questa estate, mentre la Juventus con l’avvento di Agnelli e Marotta, ed una campagna acquisti in una prima fase (con gli acquisti di Bonucci, Krasic, Motta, Martinez, Aquilani e Quagliarella) giudicata stellare o quantomeno molto soddisfacente, si avviava a ricominciare un nuovo ciclo vincente (o almeno così si sperava, e infatti alla fine sappiamo tutti come sta andando), la nazionale, reduce dalla bruciante figuraccia in Sudafrica, era chiamata ad una rifondazione nel bel mezzo di una tempesta, senza sapere da dove, su quali basi poter ricominciare a rifondare. Il ciclo dei campioni del mondo era finito, e, proprio perché si era data troppa riconoscenza a questi, giovani promettenti in giro non se ne vedevano, o se se ne vedevano, continuavano a marcire nelle panchine di Serie A e B, senza una minima possibilità di futuro. Ed oggi, almeno stando a quanto dicono i media, la situazione per la nostra nazionale non è migliorata, e la difficoltà a trovare giovani forti, bravi e già di livello internazionale, sui quali puntare per il futuro, si avverte eccome. Tuttavia, il lavoro di Cesare Prandelli si può ben notare, e la sua impronta, da un punto di vista umano, tecnico e tattico è già ben evidente. Lo dimostrano i risultati fino ad ora ottenuti: 13 punti su 15 nel girone di qualificazione agli Europei, goleada alle Far oer, vittoria contro la seconda del girone in Slovenia, e pareggio in Germania, contro una delle nazionali più forti del momento, sorpresa ma allo stesso tempo conferma ai Mondiali Sudafricani.

La Juve, invece, continua a sprofondare nel baratro.

Noi tutti sappiamo il legame irreversibile che lega la prima squadra di Torino alla nazionale, basta pensare che nel 34, nel 38 e nell’82, il 90 per cento della squadra titolare campione del mondo era composta da juventini, e che anche nel 2006, nella finale Italia-Francia, tra ex, attuali e futuri juventini scesi in campo quella sera, si sarebbe potuta formare una squadra di 11 giocatori: Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Thuram, Grosso, Camoranesi, Vieira, Zidane, Del Piero, Henry, Trezeguet, Iaquinta. Ancora oggi, nonostante tutto, se delle prime 4 squadre in Serie A ci sono soltanto 4 giocatori, la Juve continua a detenere il suo blocco, con ben 6 juventini in pianta stabile nel giro della nazionale. Nel bene e nel male, quindi, Juventus è sempre stato sinonimo di Nazionale Italiana. E non è un caso che a partire dal 2006, anno in cui la Juve è scesa in B, dal cui abisso non è ancora del tutto risalita, anche la nazionale dopo aver raggiunto l’apice ha vissuto in lunghissimo declino.

Ora, però, mentre, come abbiamo detto prima la nazionale sta cercando di risalire la china, frutti di un progetto nella Juve non se ne intravedono nemmeno. Molti dei giocatori però sono gli stessi, come si spiega questo fatto? Potremo analizzarli uno per uno.

Partiamo da Buffon, portiere sulla carta più forte del mondo, ma reduce da errori nella Juventus che non ha mai fatto in carriera, tanto da essere arrivato addirittura ad un certo punto a rischiare il posto in favore di Storari, che invece in Nazionale è capitano, gioca con la solita sicurezza e la trasmette pure a tutta la squadra. La coppia centrale della Juventus, Bonucci-Chiellini, ultimamente è quantomeno disastrosa: dà, ogni volta che viene messa alla prova, la sensazione di far acqua da tutte le parti, e non mostra né sicurezza né compattezza. Nonostante tutto, è la coppia titolare della nazionale, e lì non fa una piega: Bonucci non sbaglia un lancio, Chiellini recupera tutta la grinta. E per finire Aquilani, debole ed inconcludente nell’ultimo periodo alla Juventus, principe del centrocampo del centrocampo in azzurro. Ma allora, dove sta il problema? Ha provato a spiegarselo lo stesso Aquilani: “Me lo chiedo pure io, comunque il fatto che in nazionale giochiamo bene significa che non siamo dei brocchi come ci vogliono far sembrare”. E’ verissimo, ma qual è il problema? Perché ciò non lo dimostrano anche in bianconero? Problemi di natura tattica non ce ne sono, perché tutti, fatta eccezione per Aquilani, che gioca leggermente più avanti, occupano lo stesso ruolo che occupano anche nei rispettivi club; malafede presuppongo neanche, in quanto se mi si tira indietro una gamba, lo si fa in nazionale, per non rischiare di infortunarsi nei rispettivi club, dove se non si gioca bene, quasi come in un circolo vizioso, si rischia di perdere anche la possibilità di rappresentare calcisticamente l’Italia. Il segno zodiacale, infine non c’entra: i bianconeri non sono Gemelli, né tanto meno noi siamo Domenech che crediamo al potere degli astri.

La vera causa, allora, di questa strana involuzione dei giocatori bianconeri quando giocano col club, ed improvvisa calma, maturazione quando invece sono in nazionale (in genere dovrebbe capitare l’opposto) è sicuramente dovuta all’ambiente che in questo momento condiziona la squadra: i giocatori hanno timore, giocano con paura, e non riescono ad esprimersi al meglio.

E la colpa di chi è? L’avessimo scoperto, ora non saremmo a descrivere questo scenario terrificante, sono cambiati dirigenti, allenatori, preparatori, giocatori, perfino presidenti, e la soluzione non è stata trovata.

Chissà quando e se mai torneremo ad essere la vera Juve.


MAGARI GIOCASSERO DAVVERO LORO…

25 marzo 2011

“Avete impegni per domenica?” così intitolava uno striscione fatto uscire dai tifosi bianconeri all’Olimpico durante il secondo tempo del derby del cuore torinese giocato due giorni fa per raccogliere fondi per la ricerca sulla Sla, la sigla con la quale non si può spiegare la terribile malattia sotto questo nome, che ha colpito anche vari calciatori del passato. E’ stata una serata all’insegna del divertimento e della beneficenza, questo è doveroso dire e deve essere la prima cosa da essere ricordata. Leggi il seguito di questo post »


UN’ALTRA RIVOLUZIONE SI PREPARA

21 marzo 2011

Ormai la stagione bianconera è finita, si diceva compromessa fino a tre settimane fa, adesso si può solo stendere un velo pietoso sulla stagione appena finita. Ci lasceranno, in nome di una meritocrazia che nello sport funziona solo per certi personaggi, Delneri, che paga una stagione che ha perso di mano da Natale in poi, Amauri, Sissoko e Iaquinta, totalmente superflui per il gruppo, e dannosi in campo, e probabilmente Aquilani. Tra gli altri anche Grosso e Grygera sono in partenza.
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SI VEDE SOLO DEL PIERO

21 marzo 2011

Forse, anzi, sicuramente, questa vittoria non è servita proprio a niente, forse soltanto a far tornare ad illudere quei ormai pochi tifosi juventini che ancora pensano di poter ambire a qualcosa (a cosa però non lo sanno neanche loro). Probabilmente, anzi, certamente, la vittoria non sarebbe arrivata neanche oggi se in campo non ci fosse stato uno qualsiasi come Alex Del Piero. E forse (ma anche qui alimento certezze) l’andamento della stagione della Juventus in questo ultimo mese sarebbe stato negativo sì, ma non umiliante e disastroso come lo è comunque ora (nonostante la vittoria), se in campo in quelle famose 5 partite avessimo visto in campo il capitano dal primo minuto. Leggi il seguito di questo post »


CALCIOPOLI CONTINUA

16 marzo 2011

Oggi, dopo un breve periodo di tregua, è stato ripreso il processo di Napoli relativamente a Calciopoli. A depositare, vi sono stati Gianfelice Facchetti, l’ex arbitro Nucini, considerato il “cavallo di troia” dell’Inter, ed infine anche Maurizio Zamparini. Come sempre, molte contraddizioni hanno segnato il processo, e le parole dei testimoni. Partiamo da Facchetti. Si dovrebbe fare subito una riflessione: ma è la stessa persona (parlo di Facchetti jr naturalmente) che qualche mese fa, rimasto scottato dalle intercettazioni che infangavano il nome del padre, chiedeva la restituzione dello scudetto alla Juventus per continuare ad onorare il nome del padre morto? A quanto pare sembra di no. Leggi il seguito di questo post »


MAROTTA PENSA AL B-B-P

14 marzo 2011
Questa stagione non peserà negli annali solo come l’ennesimo flop post-calciopoli, ma anche come segnale per spingere la rivoluzione marottiana, iniziata dal duo Marotta-Paratici con il benestare di Andrea Agnelli, a prendere una veloce svolta nel mercato. Dei giocatori in prestito gli unici due su cui si potrà ancora puntare per la prossima Juventus sono Matri e Quagliarella, oltre che Sorensen (il suo cartellino era stato trattato per appena 300 mila euro). Aquilani non ci sarà nella prossima Juve, il suo cartellino pesa più del suo reale valore sul campo, e la società non vuole l’ennesimo stra-pagato da piangere negli anni, e una soluzione low-cost ma estremamente importante per qualità e personalità è Andrea Pirlo.
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