E’ SEMPRE (E COMUNQUE) ITALJUVE

Da sempre Italia significa Juve, Juve significa Italia, bianconeri significa azzurri.

Non che nella squadra bianconera non ci sono stati (e non ci siano tutt’ora) stranieri che sono stati campioni o che sono nazionali dei loro paesi (vedi Krasic nella Serbia), ma la conferma di ciò detto precedentemente viene data anche dai colori della seconda maglia della Juventus di quest’anno, col tricolore anziché uno sponsor qualsiasi al centro.

La Juve è stata fornitrice della nazionali nei momenti felici, nelle Italie Mondiali del dopoguerra, dell’82 e del 2006, e nei momenti tristi, come nelle disavventurose esperienze di Donadoni e del Lippi bis. Spesso una forte Juve significava una forte nazionale, una modesta Juve un’umile nazionale. E per ricominciare dopo la pessima annata Marotta ha deciso di creare una squadra che ha come probabili titolari 8-9 italiani su 11. Del resto, anche la sua Samp era composta da 10 italiani. Lo è stata, seppure in maniera un po’ più riduttiva, anche ieri e sabato scorso, nelle ultime due apparizioni per le qualificazioni europee del nuovo corso di Prandelli. In maniera un po’ riduttiva perché se ci sono così tanti italiani in bianconero (16), solo 4 di questi sono stati convocati in nazionale per queste due partite, nonostante bisogna ricordare che ci sono degli infortunati, dal capitano Buffon a Marchisio ad Amauri, e che il blocco Juve resta comunque il blocco portante anche della nuova Italia di Prandelli. “Solo” 4 juventini possono sembrare pochi rispetto al passato, soprattutto pensando che solamente due (la coppia centrale Bonucci-Chiellini) sono titolari fissi, e che l’ala (se così la si può chiamare) Pepe, che ha raccolto la pesante eredità di un posto che apparteneva a Causio, Bruno Conti, Domenghini, Donadoni e Camoranesi, per quanto mostri sempre impegno e sacrificio, non si è dimostrata all’altezza, e nella prima partita contro l’Estonia è stata bocciata da Prandelli, che gli aveva dato in un primo momento fiducia, in favore delle 3 punte. Ma comunque i bianconeri si confermano sempre i giocatori decisivi, perché Bonucci-Chiellini sono oramai una garanzia, e se il secondo è ormai (seppure giovane), già molto esperto nel suo ruolo per guidare una difesa così importante, l’ex giocatore del Bari si è confermato, oltre che calciatore dai piedi buoni e dalla grande personalità, anche goleador, perché segnare 2 gol in 5 apparizioni azzurre, e già 1 gol con la Juventus in 5 presenze ufficiali, significa avere già numeri importanti. E un altro guizzo, un altro timbro della presenza effettiva e partecipante della Juve, in questo incoraggiante (finalmente possiamo dirlo) momento della nazionale, è arrivato da Quagliarella. Il neo bianconero, non partendo però mai titolare, subentrando (tra i fischi del Franchi, ostile ai Juventini) nel corso della ripresa della partita contro le Far Oer, è riuscito con un tocco sottoporta a realizzare l’inutile per la nazionale, ma utile per il suo morale, gol del 4-0. E ciò significa che, nonostante il non strepitoso momento della Juventus, la società torinese è comunque la base per riportare in alto la nazionale, e dunque tutto il calcio italiano, che sta attraversando un momento difficile (proprio come la Juve), ma che ha già dimostrato segnali di miglioramento. Che sia di buon auspicio anche per i colori bianconeri?

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