IL BILANCIO DI INIZIO STAGIONE

Sono passate solo 2 mesi dall’inizio della stagione e 3 settimane dall’inizio del campionato. Sembrerebbe un po’ presto per poter fare già giudizi definitivi sul giocattolo che sta costruendo Del neri, sul lavoro di Marotta e sui nuovi (e vecchi) giocatori. In effetti, forse lo è ancora; ma questo è sicuramente tempo debito per fare delle prime osservazioni, per valutare da ora cosa funziona già in maniera discreta, e quali sono i meccanismi, invece, su cui si deve ancora lavorare molto, e sui quali incombe l’incubo d’aver fatto scelte sbagliate. Infatti ci apprestiamo a giocare la terza giornata di campionato, e abbiamo già 5 punti di distacco dalla prima in classifica, 3 dalla squadra favorita e 3 dal nostro obiettivo stagionale (ahimè, sarà questo): la Champions league. Pertanto, ogni punto perso (o guadagnato) in questa parte di stagione, si rivelerà alla fine fondamentale per sancire i distacchi tra le varie squadre.

Dopo 6 partite ufficiali (stasera ci sarà la settima, Europa League contro il Lech Poznan), si può già abbozzare un quadro su cosa va e cosa non va. O meglio, su cosa non va e su cosa va un po’ più soddisfacentemente, perché nessun reparto ha ancora raggiunto i meccanismi giusti, la squadra sembra affidarsi ancora all’anarchia e allo spunto dei giocatori migliori, e (come del resto si dice da molto) si deve ancora lavorare parecchio.
Alla fine del calciomercato poteva sembrare un’assurdità, ma quello che sulla carta sarebbe dovuto essere il reparto più forte, più giovane e con più prospettive di miglioramento, la difesa, è quello che ad inizio stagione sembra essere il più in difficoltà. In realtà, gli scheletri nell’armadio sono usciti solo dopo la partita contro la Samp: una squadra che punta in alto non può subire 3 gol in casa, da qualsiasi squadra, figuriamoci dalla Samp, che non è l’Inter o il Milan, o il Chelsea. E così, quelle cose che prima erano dei “segnali”, “avvertimenti”, “sfumature da migliorare”, sono all’improvviso sfociatie in “mancanze”. Il problema maggiore è sulle fascie, dove De Ceglie non ha fatto l’atteso salto di qualità, Traorè si è rivelato un oggetto misterioso, Grygera (si sa) è quello che è, e Motta, che tanto aveva impressionato ad inizio stagione, ha manifestato paurosi limiti difensivi, e mancanza di personalità nella spinta. La speranza è che migliori lui così come tutti gli altri. Il pacchetto centrale, invece, nonostante abbia creato comunque problemi, mi infonde una sensazione di fiducia. Sarà perché, per una squadra che vuole vincere con italiani, Bonucci e Chiellini rappresentano il top. Giocando assieme, perfezioneranno i movimenti e la sintonia.

Se la difesa è stata la grande delusione di inizio stagione, quello che sulla carta è il reparto più debole (l’attacco), invece, alla fin fine non possiamo dire che si sta comportando così male, nei limiti delle capacità dei nostri bomber: Del Piero ha già segnato due gol, entrambi bellissimi, Amauri prima dell’infortunio aveva dato segnali confortanti con 3 gol all’attivo, Quagliarella pur non convincendo ancora del tutto nel gioco ha siglato il suo primo gol dopo due partite in bianconero, e Iaquinta, tornato dopo un infortunio lungo, ha mostrato indicazioni positive. I loro gol, insomma, li fanno, anche se servirebbe uno che facesse fare il salto di qualità. Così come servirebbe uno che darebbe più sicurezza in difesa: ecco perché si parla, già da gennaio, di un obiettivo concreto, il nazionale tedesco, giovane ma già con esperienza, Tasci, capace di fare sia il terzino destro che il centrale, e di un sogno, il talento di Bari vecchia, Cassano. Di certo sarebbero due “ritocchi” davvero niente male, e che ci potrebbero far fare quel salto di qualità anche per vincere lo scudetto.
Il reparto migliore, concludendo, fino a questo momento, è sembrato il centrocampo: dopo le difficoltà iniziali nel creare gioco, infatti, grazie all’estro dei tanti ottimi giocatori, ora almeno arrivano palloni decenti per gli attaccanti e si costruiscono azioni da gol, ancora in maniera disordinata, ma comunque abbastanza efficace. Anche per il bel gioco, servirà tempo, ma sapere che giocatori come Krasic e Pepe (aspettando Aquilani) hanno dimostrato tutte le loro ottime qualità, che Marchisio e Melo hanno superato i problemi, il primo, di inizio stagione, il secondo, di quella passata, è già un’ottima cosa. Nell’attesa di ritrovare anche Sissoko: il maliano è sembrato quello più in ritardo di condizione anche quest’anno, irriconoscibile rispetto a quello di due anni fa. Voci lo danno in partenza in cambio di Inler o di Scott Brown del Celtic, ma sarebbe fondamentale recuperare questo giocatore, fino a poco tempo fa vera forza della natura e pedina insostituibile dello scacchiere della Juve. Ma siamo ancora ad inizio stagione, in fondo.

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