CONVINTO: QUEST’ANNO ANDRA’ COSì

In genere si dice: “due indizi fanno una prova”, e di indizi ne abbiamo avuti decisamente più di due. E i più ottimisti che si aspettavano qualche segnale positivo, magari di continuità nei risultati, è stato per l’ennesima volta smentito, ma ora non si mortifica neanche più di tanto.

La mia non è una condanna, né tanto meno una critica, ma (oramai) una semplice constatazione. E ora sono convinto più che mai che criticare, accusare Del neri, Marotta, Agnelli, Motta ecc,non servirebbe esattamente a niente, e l’unica cosa che si deve fare ora è sopportare, supportare e aspettare, non si sa quanto.

Col Palermo era quella che si poteva definire la prova del 9, e prova del 9 è stata: la Juve di quest’anno, almeno per la prima parte di stagione è questa: che pareggia 3-3 a Torino con la Samp, e poi pareggia a Torino con il Lech Poznan, che vince 4-0 in trasferta contro l’Udinese, e perde 3-1 in casa contro il Palermo. Pazza Juve, la si potrebbe affermare. Ma non è nient’altro che il normale andamento di una squadra che deve trovare ancora gli assetti giusti.

La formazione era esattamente la stessa di quella che 4 giorni prima aveva espugnato Udine. E la squadra, in fin dei conti ha giocato pure una buona partita. Ha pesato il gol subito a freddo (dopo un minuto, disattenzione  della difesa e del solito Motta) di Pastore, e la sfortuna, ma anche qualche decisione arbitraria a sfavore. Di certo è mancata un po’ di qualità (soprattutto da Pepe e Quagliarella) e di concretezza (dalle punte entrare nella ripresa, Amauri e Iaquinta, autore del gol della bandiera), e come sempre non si è stati attenti in fase difensiva: i 3 gol erano assolutamente evitabili. E se, si sa, Motta ormai in difesa fa acqua da tutte le parti (quando spinge però è bravo, vedi l’assist per Iaquinta), stranamente sono da annotare errori di Storari, nel secondo e terzo gol subito. Certo, è inverosimile e umiliante subire gol da un Ilicic o un Bovo qualunque (su punizione), ma bisogna parlare anche di aspetti positivi: l’ottima condizione fisica di Del Piero, la crescita di Melo, la continuità di Krasic, il ritorno al gol di Iaquinta (è il secondo consecutivo, tra l’altro), l’affidabilità di Grygera e i buoni segnali dati da Amauri al ritorno in campo (avesse fatto un gol, non l’avrebbe demeritato).

Ora bisogna ripartire sia dagli aspetti positivi, che dagli errori, bisogna migliorare e guarire, a seconda dei punti di vista, ma bisogna farlo subito, a partire da stasera contro il Cagliari.

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