ORA ESSERE OTTIMISTI SI PUO’

“Quanto vali?” era il titolo di Tuttosport prima del tour de force che avrebbe visto la Juve affrontare due trasferte difficilissime a Manchester e a Milano nel giro di 3 giorni. Juve, quanto vali, poco, molto, o una via di mezzo? Ma soprattutto, Juve, chi sei?

Alla fine di questo primo serio esame della stagione si può di certo affermare chi è la Juventus, perché se due indizi non fanno una prova, poco ci manca, e il pareggio contro l’Inter, in una partita dove la Juve ha concesso almeno quanto ha prodotto, accerta che la Juve sembra aver trovato quegli equilibri (soprattutto difensivi) che mancavano nelle partite precedenti: la peggior difesa e il miglior attacco del campionato che chiude una trasferta così difficile con un 0-0, è sicuramente segno di maturità. Questo non vuol dire che la Juve è forte quanto l’Inter, ma è di certo un risultato che induce all’ottimismo, e spinge verso la strada giusta.

E Del neri, prima di questo incontro, dimostra anche di saper stupire e di saper rischiare nella formazione: De Ceglie infortunato? Macchè, in campo; Aquilani titolare, e Marchisio? a sinistra, con Pepe in panchina; in attacco: Amauri, Del Piero? No, Quagliarella.

E le sue scelte hanno alla fne avuto ragione. De Ceglie è stato autore di un’ottimo primo tempo, per poi uscire all’intervallo per infortunio. Marchisio ha contenuto benissimo Maicon, ed è stata la chiave di duttilità della squadra, capace di alternare il 4-3-3 al 4-4-2 nel corso del match. Quagliarella ha fornito la qualità che serviva in attacco (e si è concesso addirittura il lusso di mangiarsi un gol solo con Julio Cesar), così come Aquilani in mezzo al campo, autore di un’ora di gioco ad altissimo livello. La Juve ha dimostrato di saper soffrire, ma anche di saper offendere e far male anche ad una squadra come l’Inter. La difesa ha stretto i denti, e se l’è cavata alla grande, Iaquinta si è sacrificato molto, ma è mancato di lucidità nell’ultimo guizzo. Da sottolineare la prova di Melo, che ha raggiunto livelli che non avevamo mai visto neanche a Firenze e con la nazionale nei tempi migliori, il merito è anche questo di Del neri. E che dire dell’assoluto protagonista? Il riscaldamento di Krasic è stato seguito niente di meno che da Pavel Nedved, e il serbo non ha deluso, guizzando come sempre su quella fascia, e ingaggiando un duello personale a distanza tutto velocità e dribbling con Eto’o: alla fine ha vinto il bel calcio.

E la Juve (in un primo Inter-Juve dove si esulta per un pareggio, non si sente più la rivalità di un tempo e c’è più fair-play) da oggi si può davvero definire ‘no limits’. Basta continuare così

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