ED E’ ORA CHE IL DIFFICILE INIZIA

Una delle parti più difficili della stagione è passata, ma il cammino che ci spetta ora (relativamente più facile), sarà invece ancora più difficile di quello appena passato: si dice infatti che “mantenere la vetta è più difficile che raggiungerla”; nel caso della Juve non si parla di vetta, ma di aspettative, dopo 3 partite (rispettivamente contro Cagliari e Manchester City a Manchester e Inter a Milano), di cui 1 importante vittoria e due o dir poco onorevoli pareggi, da mantenere sì.

Fino ad ora qualsiasi passo falso è stato visto come normale di fronte ad un processo di crescita continuo ma costante della nuova squadra di Del neri, ma ora che il gruppo ha davvero dimostrato di essere al livello di chiunque (se lo vuole) arriva il compito più ostico: confrontarsi e cercare di superare facilmente squadre sulla carta meno forti, e ciò non è assolutamente automatico, anzi. Quello che separa una squadra detta “grande” da una “provinciale” è proprio ciò: non perdere punti, già dati per portati a casa, per strada. Di tal genere è stato il vero problema della Juve negli ultimi anni, e pertanto le prossime partite (Lecce, Salisburgo e Bologna) saranno un test importantissimo, con molte insidie dietro l’angolo.

Già da domani la Juve affronta una squadra, i giallorossi del salento, che sta facendo molto bene, galleggiando in questa strana classifica a metà tabellone, e reduce dalla vittoria col Catania e da due pareggi. Ecco perché non si deve assolutamente sottovalutare questo team, capace in passato (quando la Juve era davvero Juve, ma anche il Lecce era vero Lecce) di causare molte difficoltà ai bianconeri. E’ successo anche nell’ultimo incontro ufficiale in A tra le due squadre, di due anni fa, finito 2-2, nella partita ricordata perché fu quella che portò Ranieri all’esonero, e per gli ultimi due gol in bianconero di una leggenda come Pavel Nedved.

Ora i salentini puntano su qualche scommessa del mercato (Grossmuller, e quel talentino Piatti, che ancora deve esplodere), sull’esperienza di Giacomazzi e Di Michele, sull’affidabilità di Corvia (chiamato a dimostrare di essere un giocatore importante anche per la serie A) e Jeda (che dovrebbe comunque partire dalla panchina) e sulla voglia di riscattarsi di Ruben Oliveira, vecchia conoscenza del calcio italiano e soprattutto della Juventus, che da desaparecido si è trasformato in un giocatore assolutamente ritrovato e in cerca di una seconda chance. Non ci sarà invece Chevanton, infortunato.

A casa nostra, comunque, per la prima volta si può guardare in maniera ottimista osservando la tabella infortunati: oltre ai lungodegenti Buffon, Traorè (che ha avuto una ricaduta dell’infortunio muscolare) e Rinaudo (operato alla spalla), e agli acciaccati Iaquinta e Lanzafame, che comunque ci saranno, sono infatti tutti disponibili. Del Neri pensa anche alla partita di Europa league di giovedì, ma comunque, a difendere Storari, ci sarà la difesa ad oggi da considerarsi titolare, con Grygera, Bonucci, Chiellini e De Ceglie. Il che sa di bocciatura per Motta. A centrocampo, oltre agli intoccabili Krasic, Melo e Aquilani, c’è un posto da contendere tra Marchisio e Pepe: Del neri è indeciso se riproporre l’esperimento della Juve camaleontica, con Marchisio in grado di fare sia l’interno che l’esterno di centrocampo nel corso della stessa partita, oppure ritornare al classico 4-4-2 con Pepe a sinistra. E’ chiaro, comunque, che chi non giocherà tra i due, avrà sicuramente spazio da titolare nella partita di giovedì, assieme anche a Sissoko, dato in crescita fisica, ma la cui esperienza in bianconero probabilmente (e a malincuore) si avvia al capolinea, dato che il giocatore ha espresso insoddisfazione per il poco spazio a lui riservato. L’addio (quasi inevitabile, forse addirittura a gennaio) sarà molto triste, soprattutto perché il giocatore non sia riuscito nell’ultimo anno a ritrovare quello strapotere atletico degli anni successivi, che lo aveva reso un idolo tra i tifosi, un giocatore fondamentale per la Juve e uno dei migliori nel suo ruolo. I motivi dell’involuzione del giocatore sono tutt’ora un mistero. In attacco, infine, i problemi fisici di Iaquinta in settimana e l’indisponibilità di Quagliarella in Europa fanno pensare ad un tandem formato da il partenopeo e Amauri, in cerca del gol, con Del piero e Iaquinta pronti ad entrare a partita in corso e preservati per il match di Europa league.

Per la prima volta, comunque, l’ambiente che a Vinovo si respira induce non equivocamente all’ottimismo. La sensazione è che la Juve, giocando da Juve, possa tranquillamente superare l’ostacolo Lecce. Ma serve concentrazione, e sono assolutamente vietati cali di concentrazione, per poter spiccare il volo.

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