NOI, I “LADRI” PIU’ SFIGATI

C’è da sempre un aggettivo che accompagna la parola Juventus, ed è “ladra”.

Succede praticamente da quando la Juve ha iniziato a vincere, dimostrando per decenni di essere sempre la squadra più forte di tutte, ovvero dalle origini del calcio italiano. Perché, mai come nel caso dei bianconeri, squadra vincente è stata tanto antipatica da far indurre gli altri a pensare nella non genuinità dei suoi successi. La verità, invece, era, è e sarà che la Juve è stata sempre la più forte, troppo forte, per tutti gli avversari, che giocando 11 contro 11 avrebbero sempre perso, giocando con un arbitro a favore anche, e, giocando con un arbitro a sfavore, avrebbero ancora perso. Ed ecco che, per poter colpevolizzarci, hanno cominciato a sostenere la tesi che “sapremmo solo rubare”, quando in realtà sapevamo solo vincere, a differenza di altri.

In epoche recenti, gli episodi sono stati più netti: dal presunto scandalo doping, che si è rivelato invenzione di Zeman, all’episodio Iuliano-Ronaldo nel 98, quando in realtà poi vincemmo il campionato con 5 punti in più sull’Inter, dal fantomatico episodio del 5 Maggio 2002 (che colpe abbiamo noi se l’Inter perde da sola in campo?), fino a gli eventi recentissimi del 2006, quando ci hanno tolto due scudetti, di cui uno dato alla terza in classifica (solo così ha potuto ricominciare a vincere), e ci hanno declassato in B con 9 punti di penalizzazione, per non parlare dei danni d’immagine ed economici, e in realtà ora si sta scoprendo che, non solo gli “onesti” di quel periodo parlavano anch’essi con arbitri e designatori, ma anche che gli arbitri, che avrebbero fatto parte della “cupola”, in realtà penalizzavano più noi che gli altri.

E così noi siamo stati sempre ladri, anche quando nel 2000 abbiamo perso un campionato perché Collina ha voluto farci giocare nel diluvio universale, e nel 2001 nella partita scudetto con la Roma, abbiamo pareggiato 2-2 a causa di un gol di un giapponese, Nakata, che fino al giorno prima della partita non poteva giocare per via delle regola sugli extracomunitari.

Magari, essendo ladri, avremmo dovuto vincere più facilmente. Invece noi siamo ladri sfigati: nell’ultimo decennio avremmo dovuto vincere 7, forse 8 scudetti, invece ne abbiamo vinti solo due, più altri due revocati; alla faccia del “sappiamo solo rubare”.

E non è che la situazione, anche quest’anno, in cui Moggi non c’è più, Giraudo non c’è più, Agricola non c’è più, sia cambiata: siamo sempre e a prescindere ladri, perché l’Inter vince i campionati grazie agli arbitraggi a favore e i gol in fuorigioco. E da ladri diventiamo malviventi, quando, anche senza Moggi, dopo due anni ci assegnano un rigore che non c’era. Magari ci sarebbe servito quel rigore: Iaquinta l’ha sbagliato, l’arbitro non ce ne ha fischiata più una a favore, consapevole dell’errore, Krasic (l’autore della simulazione) si è spento per rimorsi di coscienza (e sappiamo quanto è fondamentale il serbo in questo momento per il nostro gioco), e per di più è stato squalificato per due giornate dalla prova tv, impedendogli di poter giocare il big match contro il Milan.

Ma io dico (e per una volta mi trovo d’accordo con Moratti): non c’è pressione mediatica contro la Juve? Assolutamente no: di Krasic se n’è parlato ininterrottamente per due giorni, quasi come se la Juve avesse vinto la Champions con quel rigore; invece ci ha pareggiato una partita di campionato a Bologna. La Gazzetta, terrorizzata, spaventata (poverina) per lo scandalo, definisce “clamoroso” il tuffo del serbo, quasi come se non ne avesse mai visti nel mondo del calcio (e Maradona ha vinto un Mondiale con un gol di mano), Pistocchi sfoggia tutta la sua indole antirazzista, perché, misero, pensava che Krasic fosse serio, invece è solo serbo. E poi: possibile che nessuno parla della clamorosa simulazione di Robinho in Napoli-Milan? Fase cruciale del match, il Milan vince 2-1, 11 contro 10 e immeritatamente, Robinho riceve un colpetto sul petto e si tocca la faccia come se gli ci avessero buttato un fuoco ardente. Non è simulazione, ma semplicemente mal di testa, ecco perché non ne parla nessuno. E Nesta prova a farsi giustizia da solo dell’ingiustizia e dà un pugno a Campagnaro: tranquilli, si stava semplicemente giocando a calcio, dare la prova tv per queste cose è perdita di tempo.

E poi noi siamo ladri, ladri sfigati, ma siamo e saremo sempre vincenti: 4 anni fa Ibrahimovic fu squalificato 3 giornate dalla prova tv e saltò Milan-Juve; giocò Del Piero: rovesciata e colpo di testa di Trezeguet. Loro hanno vinto il campionato, loro sono scesi in campo, non Moggi, non Bergamo.

E saremo pronti a fare la stessa cosa sabato, anche se giocherà Martinez, o Pepe al posto di Krasic. Perché “la Juve vince” non è un teorema da dover essere dimostrato, ma un assioma.

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