BARCOLLIAMO MA NON MOLLIAMO

Una squadra più incerottata della nostra attualmente non esiste. Talmente incerottata che anche una partita in casa contro il Cesena (neopromossa e ultima in classifica) veniva descritta nel giorno della vigilia come una partita a dir poco ostica. Tutti speravano e si aspettavano “la sorpresa” nel risultato di questa partita, e invece sorpresa non c’è stata. Juventus-Cesena era un’altra, ennesima, prova del 9 per la squadra allestita da Del Neri. E possiamo finalmente dire che la prova è stata superata. Fino alla fine del campionato (è chiaro) ce ne saranno altre 27, e bisogna fare il possibile per superarle tutte, ma il successo di domenica mostra che la squadra è davvero cresciuta, e sta diventando una grande.

L’Inter, infatti, è a 1 punto, il Milan a 2 e la Lazio a 4. Mai come ora (nell’anno del ridimensionamento) siamo stati così vicini alla vetta, alle più forti del campionato. Ed è questo il momento di dare più di quello che abbiamo, per poter iniziare a sognare.

Ancora una volta, infatti, la Juve ha dovuto fare a meno di giocatori indispensabili a causa di infortuni, squalifiche, o di entrambi, come nel caso di Krasic (che ne avrà per altre 3 settimane). Out anche Grygera, Rinaudo, Chiellini (convocato per mercoledì), Legrottaglie (new entry nel club degli infortunati), Traorè, De Ceglie, Martinez, ed altri acciaccati, Del Neri è stato costretto a schierarsi così: Storari; Motta, Sorensen, Bonucci, Grosso; Marchisio, Sissoko, Aquilani, Pepe, Del Piero, Quagliarella. La difficoltà dell’organico ma allo stesso tempo la grandezza di questo gruppo, si è potuto evincere dalla difesa schierata: il più giovane difensore (Bonucci) a guidare un primavera (Sorensen), e un epurato a condurre la fascia sinistra. Tuttavia, a parte per il gol subito, il reparto è stato praticamente perfetto: Bonucci ha guidato con esperienza e grinta e Sorensen ha allontanato l’emozione iniziale con una prestazione di grande sicurezza. La sorpresa più grande è stata però l’ex campione del mondo: dopo aver subito il trauma la scorsa stagione, del passare da campione del mondo a uno dei terzini più disastrosi del campionato, domenica ha dimostrato grande professionalità (nonostante sia fuori rosa ha risposto presente alla necessità) e giocato una grande partita, superando la ruggine iniziale, e soprattutto considerando le difficoltà a livello fisico, atletico e psicologico. Lo stesso si può dire per Brazzo, uno che, nonostante tutto, il bianconero lo sente sulla pelle: entrato nella ripresa, ha dimostrato in 15 minuti, se non altro per l’impegno, di essere degno di poter far parte di questo gruppo, siglando anche l’assist per Iaquinta.

Dopo un avvio in sordina (com’era auspicabile) e dopo il gol di Jimenez, che ha raccolto un assist di testa di Schelotto che ha tagliato fuori tutta la difesa, la Juve è riuscita a reagire, più che col gioco, emotivamente, e soprattutto grazie allo spirito di gruppo e al talento dei singoli: Del Piero ha illuminato tutte le occasioni con grandi giocate, ed è stato premiato segnando il rigore procurato da Bonucci su sviluppi di un corner. Poi sono cresciuti Marchisio (autore di un’altra ottima partita) e Quagliarella (condizione fisica straripante), che hanno colpito nell’occasione del secondo gol: cross del principino e stacco di testa vincente (il terzo consecutivo in 3 partite per uno che ci aveva abituati a gol imprevedibili e sempre diversi) del partenopeo. A mettere apposto definitivamente le cose è stata l’espulsione (giusta) di Pellegrino, per una brutta entrata su Quagliarella. Nella ripresa, così, la Juve ha potuto giocare in maniera più tranquilla, ha fatto riposare Del Piero, e ha mantenuto il pallino del gioco, guidata da un Aquilani sempre più super. E nel finale, l’apoteosi dei delusi: cross di Brazzo e magia di Iaquinta, con una deviazione in area risultata imprendibile per Antonioli. L’attaccante calabrese, nonostante una scarsa condizione fisica, ha segnato molto: già 4 gol in pochissime partite o spezzoni di esse. Ciò che lo hanno penalizzato fino ad ora sono stati i tanti infortuni (mai lunghi, quasi sempre acciacchi, ma fastidiosi, che gli hanno impedito di poter allenarsi regolarmente) e la discontinuità nelle prestazioni.

Questa prestazione migliorerà sicuramente il morale di tutta la squadra, sempre più consapevole che con la forza del gruppo può riuscire a fare tutto, e che, riuscendo a dare quel qualcosa in più (mi riferisco soprattutto ai centravanti e ai difensori), potrà davvero togliersi belle soddisfazioni. Ma i tempi di esami non finiscono mai, e l’emergenza neanche: domani, a Brescia, si andrà a giocare ancora una volta nelle peggiori condizioni possibili (Brescia in grande forma, noi tanti infortunati). Ma anche con un Chiellini, un Amauri e un Traorè in più, e tanti giocatori recuperati psicologicamente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: