UN PO’ DI CALCIOMERCATO

31 dicembre 2010

Ufficialmente ha avvio il 1 Gennaio. Di fatto, non finisce mai. E’ il calciomercato italiano, fatto di trattative, acquisti, cessioni, sì, ma anche di voci, retroscena, notizie (vere o false) su internet e sui giornali. Ma è anche fatto di speranze, sogni, delusioni, amarezze, gioie e dolori.

Lo sa bene la Juve, dove si parla di mercato oramai 12 mesi su 12. E in questi giorni più che mai.

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BUFFON-DEL NERI: RICAPITOLIAMO

27 dicembre 2010

Nelle ultime settimane avete sentito parlare spesso di battibecchi (o presunti tali) tra il portiere più forte al mondo, Gigi Buffon, e il tecnico bianconero, Gigi Del Neri, e dei successivi segnali di distensione. C’è addirittura chi sostiene che Buffon e Del Neri l’unica cosa che hanno in comune è il nome. La realtà non è così.

Appena qualche giorno fa Del Neri ha detto: “Sui grandi campioni non si può dire niente di fuori dalle righe per non rischiare di essere fraintesi. Se si vuole creare polemica si pensa che Delneri non ritenga Buffon il numero 1 per tecnica e capacità. Ma non sono così folle. Buffon ha insegnato agli allenatori degli ultimi 10 anni come bisogna allenare i portieri. Posso aver messo in dubbio il suo primato? Ho rispetto delle condizioni di salute di chi viene da un’operazione per delle ernie. Il dubbio che risolverò quando riprenderà ad allenarsi con noi è solo sul fatto che stia bene”, definendo anche una “cretinata”, la voce su una sua probabile cessione a Gennaio. Leggi il seguito di questo post »


UN AMARO SCHERZO DEL DESTINO

22 dicembre 2010

Amarezza. Tanta, per via del pareggio di domenica pomeriggio a Verona. Per il risultato in sé e per sé, ma ancora di più per come è giunto, considerando anche la partita che è stata giocata. Nella partita in cui forse tutti i tifosi Juventini possono essere davvero certi che quest’anno abbiamo una grande squadra, con un grande cuore e grande organizzazione, non si riesce a ottenere un bottino pieno che sarebbe stato giusto oltre che meritatissimo. Perché parare un rigore, passare in vantaggio, giocare in 10, saper soffrire, produrre tantissime occasioni, non è da tutti; ma sbagliare due gol clamorosi, e poi prenderne uno da fessi all’ultimo secondo, non dovrebbe essere da Juve. Si cambierà. Leggi il seguito di questo post »


E’ PAREGGITE EUROPEA

18 dicembre 2010

Quantomeno la Juve è uscita da questa competizione imbattuta (ma anche incapace di vincere) e con un record: quello di riuscire di piazzare sei pareggi consecutivi in una competizione europea, cosa riuscita solo all’Aek Atene qualche anno fa. Non si sa quanto questo record possa essere motivo di vanto, ma di certo la partita di giovedì non si può dire che sia stata giocata male dalla Juventus. E’ vero, si trattava solo di un’amichevole di lusso, ma era pur sempre un modo per vedere come se la cavavano le riserve, e per confrontarsi con una squadra di grande prestigio che comunque aveva tutta l’intenzione di vincere (per ottenere il primato del girone, poi perso). Il rammarico per questa competizione, tuttavia, resta sempre, e non è di certo dovuto a questa partita, e neanche al pareggio nella turbina di Poznan. La Juve infatti si è giocata la qualificazione nei due pareggi con il Salisburgo, che ha concluso il girone esattamente con 2 punti, assolutamente da evitare. Leggi il seguito di questo post »


LE MOTIVAZIONI CI SONO SEMPRE

17 dicembre 2010

Mi ero quasi dimenticato che questa sera, alle 21.05, la Juve scenderà in campo contro il Mancherster City. Sembra un paradosso dimenticarsi di una partita tanto prestigiosa, ma la realtà è che questa sfida è tanto affascinante quanto inutile. La Juve (5 punti) è già eliminata, il City, invece, è già classificato al primo posto del girone. In mezzo, al secondo posto, l’intruso, il Lech Poznan riuscito nell’impresa di far fuori la Juve. In realtà l’impresa l’hanno fatta il freddo e la sfortuna, oltre che la Juve stessa a non qualificarsi. Ecco perchè questa partita, per quanto inutile, a suo volta può essere sia un modo di Del Neri di poter fare turn over, facendo giocare quelli che hanno giocato meno e riposare i titolari, sia un modo per reagire all’eliminazione, e dimostrare che in realtà la Juve in questa competizione meritava qualcosa di più, e soprattutto è un’occasione per confrontarsi con una delle squadri più forti del momento, il City di Mancini, l’allenatore tifoso bianconero più odiato di tutti, ma allo stesso tempo da alcuni in passato desiderato, per prendere il posto di Ranieri e Ferrara. Leggi il seguito di questo post »


LA PARTITA PIU’ BELLA…

13 dicembre 2010

All’ultimo secondo. All’ultimo respiro. Finalmente anche la Juve ci regala grandi emozioni, ci regala quella suspense che mancava per rendere il campionato davvero affascinante. Anche la Juve è fortunata, anche la Juve è ormai davvero “l’anti-Milan”. La partita vista ieri sera è una partita che non si vedeva da tempo negli almanacchi della storia bianconera. Una partita da raccontare ai posteri, che i nonni racconteranno ai loro nipotini, quasi come se fosse una favola. “C’era una volta un giocatore biondo forte, ma tanto forte, che una volta dopo aver corso tutta la partita come un dannato all’ultimo secondo ha ancora la forza di scattare, dribblare e segnare”. E la forza di questa squadra si può vedere anche nella felicità dopo il gol: di Krasic, mai così felice, di Chiellini e Del Piero, capitani vecchi e nuovi, di Felipe Melo, velo leader, di tutto un gruppo che non vede l’ora dopo ogni partita di correre sotto la propria curva come volesse dire “Abbiamo ancora vinto noi!”. Leggi il seguito di questo post »


ALLA RICERCA DELL’ANTI-MILAN

12 dicembre 2010

E’ arrivato il momento della verità, di capire di che pasta è fatta la Juve. Se la squadra è pronta per essere considerata davvero l’anti Milan, oppure ancora no. Già, perchè a differenza delle ultime giornate, in questa nessuna squadra ha fatto passo falso: hanno stravinto Napoli e Milan, che hanno allungato in classifica. Ecco perchè è vietato sbagliare, ma allo stesso tempo la partita di questa sera sarà una delle più affascinanti del momento, ma anche delle più difficili. Uno scontro diretto d’altri tempi: Juve-Lazio.
La Juve recentemente ha una tradizione abbastanza buona con i laziali, anche se l’anno scorso a Torino finì solo 1-1 (ma, non mi stanco mai di ripeterlo, quella dell’anno scorso non era vera Juve). A confrontarsi saranno le due squadre più in forma del campionato, aspiranti allo Scudetto, e, forse, da domani solo una ne resterà. La Juve punta al fattore campo, che quest’anno, però, è stato davvero poco sfruttato. E deve fare molta attenzione alla squadra di Edy Reya.

Dopo le ultime stagioni (soprattutto quella dell’anno scorso) a dir poco al di sotto delle aspettative, quest’anno la Lazio è iniziata bene e ha proseguito ancora meglio, arrivando addirittura a battere l’Inter 3-1. Può contare là davanti su un quartetto d’archi da sballo, col talento di Hernanes, gli inserimenti di Mauri, l’imprevedibilità di Floccari e la tecnica abbinata e velocità di un Zarate ritrovato e più maturo. Ma non dimentichiamo anche la grinta di Brocchi, le geometrie di Ledesma, la corsa di Liechsteiner, la forza di un centrale a mio parere tra i più forti al mondo (Dias) e un portiere giovane e di alto livello, come Muslera.
Nonostante pesi per i biancocelesti il grave infortunio di Radu, serve questa sera la miglior Juve.
Ecco perchè Del Neri, per una volta lascerà stare la carta d’idendità dei giocatori, e punterà sui più in forma (lo stesso concetto varrà anche per Buffon, che quando sarà pronto “dovrà dimostrare di meritare il posto”): davanti a Storari a destra ci sarà ancora una volta Sorensen al posto di Motta, al centro Bonucci-Chiellini e a sinistri il confermatissimo Grosso. La grande novità potrà esserci a centrocampo, con la possibile esclusione di Aquilani, da due partite non al top, per far spazio a Krasic-Melo-Marchisio e lo spostamento di Pepe a sinistra. In avanti, la conferma (assoluta) di super Quagliarella e di un Iaquinta finalmente importante per la squadra. Del Piero, inizialmente, guarderà ancora dalla panchina.
Tatticamente, forse a vincere sarà la squadra più forte, ma anche la più determinata. La grinta, in questi casi, conta più di qualsiasi altra cosa. A destra Krasic potrà attaccare l’inseperienza del giovane Cavanda, un altro punto debole potrà essere Biava, attaccabile da Quagliarella. Occhio però ai 4 davanti, che non danno punto di riferimento, servirà una partita super per Melo, i centrali e gli esterni.