LA PARTITA PIU’ BELLA…

All’ultimo secondo. All’ultimo respiro. Finalmente anche la Juve ci regala grandi emozioni, ci regala quella suspense che mancava per rendere il campionato davvero affascinante. Anche la Juve è fortunata, anche la Juve è ormai davvero “l’anti-Milan”. La partita vista ieri sera è una partita che non si vedeva da tempo negli almanacchi della storia bianconera. Una partita da raccontare ai posteri, che i nonni racconteranno ai loro nipotini, quasi come se fosse una favola. “C’era una volta un giocatore biondo forte, ma tanto forte, che una volta dopo aver corso tutta la partita come un dannato all’ultimo secondo ha ancora la forza di scattare, dribblare e segnare”. E la forza di questa squadra si può vedere anche nella felicità dopo il gol: di Krasic, mai così felice, di Chiellini e Del Piero, capitani vecchi e nuovi, di Felipe Melo, velo leader, di tutto un gruppo che non vede l’ora dopo ogni partita di correre sotto la propria curva come volesse dire “Abbiamo ancora vinto noi!”.

La partita di ieri è stata importante per tutto: per il morale, ora a mille, per i 3 punti, che portano i bianconeri a pari merito con Lazio e Napoli proprio al secondo posto, per la prestazione, di intensità e qualità, che i bianconeri hanno fornito, e che lascia a dir poco ben sperare.

Del neri presenta un 11 apparentemente senza novità, perché è normale in questa Juve anche che il 18enne Sorensen sia titolare pure in una partita come questa, e che giochi un’altra grande partita, non soffrendo per niente Zarate. E’ normale che gente del livello di Pepe e Del Piero resti in panchina. L’11 titolare è di fatto lo stesso della scorsa giornata.

L’avvio non poteva essere dei migliori: pronti-via e dopo due minuti su corner di Aquilani (in crescita dopo le ultime apparizioni) lo stacco di testa di Chiellini è perentorio e vincente.

La gioia dura però poco tempo, a causa della solita distrazione difensiva, specialmente in casa: su corner della Lazio, Storari esce a vuoto, Zarate raccoglie il pallone e pareggia. Ma a partire da questo momento si vede una sola squadra in campo: la Juve. Chiellini in difesa chiude tutto, anche qualche indecisione di troppo di Bonucci e Grosso; Krasic, dopo un primo tempo discontinuo, nella ripresa è un treno irraggiungibile e insuperabile; Felipe Melo gioca la solita grande partita di quantità, qualità e profondità, ovvero la solita partita perfetta. Non male per un giocatore che l’anno scorso aveva ricevuto il “bidone d’oro”. In attacco Quagliarella inventa, ma sbaglia due occasioni non da lui. Nel primo tempo le occasioni più ghiotte capitano sul piede di Aquilani (traversa su punizione) e di Krasic (pallonetto di poco alto). Ma nella ripresa il numero dei tiri in porta aumenta a dismisura: Krasic se ne va due volte sulla fascia, ma in entrambi i casi il cross è troppo lungo. Poi entrano Del Piero e Pepe, al posto di Aquilani e di Quagliarella, e aggiungono ancora brillantezza al gioco: Del Piero prima illumina per Iaquinta che manda fuori, poi su punizione vede parare la sua traiettoria perfetta da un super Muslera. Pepe ci prova prima con un destro dal limite poi con una conclusione difficile in area. Nel finale c’è tempo anche per lo “scontento” Sissoko, al posto di un tattico Marchisio. Ed è proprio Momo, alla fine, a decidere tutto, con un lancio verso Krasic che (Cavanda se lo sognerà per molto tempo), va via sulla fascia e calcia col piede…il resto è ormai mito.

Il successo di ieri è il successo perfetto perché è il successo di tutti: non solo dei giocatori, ma anche di Del Neri, che vince la scommessa Sorensen, che con i 3 cambi decide di fatto la partita. E’ lui il vero artefice di questa grande (fino ad ora) annata. Ma è anche la vittoria di Marotta, che ieri ha visto 6 nuovi acquisti titolari dal primo minuto, ma soprattutto che ha dato fiducia a Felipe Melo, che qualsiasi altro dirigente avrebbe venduto al primo acquirente a Gennaio.

E’ il successo di Krasic, l’angelo biondo, l’erede di Nedved, il giocatore che non riceve glorie ed elogi se non per quello che fa nel campo: umiltà, classe, velocità e potenza pura. Il simbolo di questa Juve.

E’ il successo della Juve, che la riporta a pensare in grande, dopo aver superato anche la delusione europea.

Un anno fa, di questi tempi, si andavano frantumando tutte le prospettive di inizio stagione. Quest’anno, invece, i veri sogni iniziano ora. Basta viverli e goderseli.

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