A GENOVA TRA PASSATO E FUTURO

Esattamente un anno fa il trio Marotta-Paratici-Del Neri iniziò con la Samp la grande rincorsa in campionato e la scalata per arrivare poi alla grande impresa della conquista della Champions a fine anno. Lo fece grazie alla grande forza di volontà e al talento di giocatori come Cassano, Pazzini e Palombo, a cui si aggiunsero a Gennaio due acquisti che diedero un grande contributo: l’esterno Guberti e soprattutto il portiere Storari. Fu davvero una delle storie più belle del calcio moderno. Oggi, le strade si sono divise, e sia i problemi che le gioie sono differenti per tutti: Cassano è andato a Gennaio al Milan a puntare allo scudetto, Pazzini e Palombo sono rimasti a Genova nonostante la corte proprio bianconera, e Del Neri e Marotta sono andati alla Juve, ad iniziare un progetto che avrebbe dovuto riportare i bianconeri in alto in Italia e in Europa, servendosi anche della mano del portiere Storari. E domani, quando tutti (Marotta, Del Neri, Garrone, Pazzini, Ziegler, Storari) si ritroveranno a Marassi, è inevitabile che all’allenatore e all’amministratore delegato bianconero non possa scappare qualche lacrima e un briciolo di emozione. Tuttavia, oltre ai sentimenti, il nuovo trio bianconero deve pensare anche, e tanto, alla ristrutturazione della Juve e al mercato.

Su questi scenari si giocherà Sampdoria-Juventus di domani, seconda giornata di ritorno in campionato. L’ultimo successo bianconero a Genova risale alla stagione 2007-08, al ritorno in Serie A; poi un pareggio e una sconfitta, amara, la scorsa stagione, grazie ad una perla da lontanissimo di Cassano, che ha battezzato l’ultimo gol subito, l’ultima papera e l’ultima partita della carriera di Chimenti, e che forse ha anche sancito definitivamente l’addio per la Juve ai “sogni” Champions. Non che in casa, tuttavia, quest’anno sia andata meglio: all’andata, infatti, è finita con uno scintillante 3-3. Era, quella, un’altra Juve (che tuttavia nelle ultime partite sembra essere tornata ancora più indietro), ma era anche una Sampdoria diversa.

Aveva infatti un Cassano in più, e non vuol dire poco. Senza Fantantonio, infatti, la Samp perde molto del suo potenziale e della sua imprevedibilità, ed ecco il motivo del ritardo in campionato per la zona Champions. Tuttavia, cambiando anche stile di gioco (meno votata all’attacco, ma più solida e veloce nelle ripartente), non è di certo meno pericolosa. Di Carlo è riuscito a dare la sua impronta alla squadra, e può contare per il suo 4-3-1-2 su giocatori formidabili, dal capitano Palombo, al bomber Pazzini (sempre sogno del mercato bianconero), alla fantasia di Guberti, e anche al talento del neo acquisto Macheda, reduce anche dal primo gol (in Coppa Italia contro l’Udinese) della sua prima esperienza in Italia, a 19 anni. Tuttavia, proprio il fatto che i doriani abbiano giocato già 120’ in settimana, e considerando anche lo stress dei calci di rigore, può essere un punto in favore dei bianconeri. E non dimentichiamo anche la storia di Reto Ziegler: forte terzino sinistro della Samp, in estate cercato a lungo da Marotta, e che ora è sul mercato per far sì che almeno la Samp non lo perda a 0. Rifiutato il Milan, però, ora sembra essere destinato alla Lazio.

Quanto alla Juve, l’emergenza non finisce mai, anche se si sta ricominciando a recuperare qualche pezzo. Contro la Samp giocherà il confermatissimo Buffon (Storari, però, resterà alla Juve), protetto in difesa da Motta (favorito su Sorensen), Bonucci, Chiellini e il ritorno di Grosso dall’infortunio. A centrocampo, oltre ai titolarissimi Aquilani e Krasic, dovrebbe giocare Pepe (dato in grande forma) e uno tra Marchisio e Sissoko, con il maliano (reduce dall’ottima partita contro il Bari) favorito ma che deve recuperare da un fastidio al ginocchio avvertito in allenamento. In attacco, invece, da notare i recuperi completi di Amauri e Iaquinta, e anche un Martinez sempre più in forma. Tra questi il favorito per domani sembra essere l’italo-brasiliano, al centro in questo momento del mercato e della sopportazione dei tifosi juventini. L’unica certezza è rappresentata, sempre e comunque, dal capitano Del Piero, 37 anni, e l’unico ancora davvero decisivo per questa squadra. Mi chiedo come si possa fare a discutere anche il rinnovo del contratto per un giocatore, una bandiera, come lui. Prima di non trovare l’accordo e sancire l’addio di Del Piero dalla Juve, infatti, dovrebbero sbaraccare tutti gli altri attaccanti, da Amauri a Toni: il capitano, infatti, nonostante l’età, è per di più l’unico attaccante bianconero integro fisicamente. E la Juve, volente o nolente, si deve aggrappare ancora a lui, se vuole puntare quantomeno alla Champions.

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