ECCO LA VERICIDITA’ DEL CALCIO ITALIANO

Ore 22:37, la Juve sa ufficialmente di aver perso ancora, un’altra partita. Un 2-1 a Palermo, un’altra batosta, e la continuazione di una crisi che sembra non avere più fine. Che fare questa volta, continuare a descrivere i problemi che caratterizzano la squadra, cercare di individuare le cause e deprimermi? No, non più. Infatti, che la Juve avesse perso questa partita, lo si sapeva già da due giorni prima, ovvero da quando il presidente del Palermo ha spudoratamente denunciato torti arbitrali in sfavore del Palermo nell’ultima giornata di campionato contro l’Inter, reclamando maggior attenzione da parte degli arbitri. Eccome se non è stato accontentato. 34esimo del primo tempo, mischia in area di rigore, Bovo distende il braccio e colpisce volontariamente, nonché platealmente, con un pugno; l’arbitro Morganti (lo stesso di Napoli-Juve), a 4 metri, incredibilmente sorvola. Episodio talmente di natura scandalosa tanto da oscurare altri due contatti in area (con protagonista Matri), che anche questi sarebbero stati, se non entrambi, almeno uno da rigore netto. Non si può sorvolare su un episodio del genere, anche perché la Juve ne soffre praticamente da dopo Calciopoli, “semmai quest’ultimo sia davvero esistito” come ha sostenuto ieri Del Neri dopo la partita. Siamo stanchi di “essere presi in giro” (parole sacrosanti, sempre di Del Neri). Anche perché, se non è sudditanza psicologica questa, poco ci manca. E, soprattutto, non è la prima volta che questo accade in questa stagione, non è la prima volta che succede con Morganti, non è la prima volta in un Palermo-Juve (guarda caso) e non è la prima volta con Bovo protagonista (ricordo il fallo su Del Piero del girone d’andata, quello su Diego della passata stagione, le mani quando vestiva la maglia del Parma nel periodo pre-calciopoli). Se la Juve non riesce a vincere più contro il Palermo, pur giocando meglio, un motivo ci sarà. E, purtroppo, Del Neri, Marotta, Andrea Agnelli, potranno dire tutto ciò che vorranno dopo questo episodio, e ci potranno essere tutte le scuse del mondo, ma giustizia con noi non verrà più fatta, e soltanto perché noi non siamo Zamparini, piccolo presidente oltre che piccolo uomo, tanto da dichiarare, il giorno dopo le sue piagnucolanti dichiarazioni, di voler regalare un lacrimatoio alla Juve. La figura da demente, alla fine, ce la fa lui, anche se alla fine, al contrario nostro, è riuscito ad ottenere ciò che desiderava. E, vista la situazione, alla Juve oramai converrebbe solo una cosa: ritirare la squadra, e andare a confrontarsi in un altro campionato, con squadre più forti e con arbitri più seri. Ora capisco perché da qualche anno tutti parlano della Serie A in declino. Questo è il campionato italiano, e tanto vale il successo finale.

Detto ciò, è chiaro che una sconfitta resta pur sempre una sconfitta, la terza consecutiva. La Juve è rimorta, e il problema è che non risorge mai del tutto, anzi, non risorge per niente. L’infortunio di Quagliarella ha complicato tutto, e neanche il nuovo acquisto Matri (ieri ha sbagliato 3 gol) è sembrato capace di poter risolvere i problemi. Se la situazione continua così, dal punto di vista dei risultati, è difficile di vedere un orizzonte felice. Si tratterà di un’altra stagione fallimentare, e questa sarebbe ancora più fallimentare, perché si credeva che dopo la disastrosa stagione passata peggio non si poteva fare. E invece peggio si sta facendo, talmente tanto che io mi sento di rimpiangere addirittura Ranieri, e di considerare quelli come bei tempi: almeno allora eravamo secondi, massimo terzi, in campionato, ci toglievamo belle soddisfazioni in Italia e in Europa, avevamo ancora tanti campioni in rosa ed eravamo arrivati comunque agli Ottavi di Champions. Ora forse addirittura fatichiamo ad entrare tra le teste di serie della Coppa Italia.

Questa è la cruda realtà, anche se ieri un minimo segnale di risveglio si è visto: la squadra, quantomeno, ha saputo reagire, ha creato occasioni, non ha mollato e ha mostrato, oltre a grinta e determinazione, anche abbastanza qualità. Del Neri alla fine ha fatto esordire Barzagli e Matri, quest’ultimo affianco a Del Piero e supportato da Krasic e Marchisio. Come ho detto prima, l’ex Cagliaritano (che domenica affronterà il suo recentissimo passato) ha fallito 3 clamorosi gol; di grande carattere le prove di Del Piero e Marchisio, autore anche del secondo gol consecutivo, il quarto stagionale. Ottimi segnali di risveglio anche di Krasic (anche se non è ancora quello di inizio stagione), mentre a preoccupare sono le condizioni di Aquilani, parente lontano del miglior Aquilani visto in bianconero. La sua, che sarebbe dovuta essere una parabola ascendente, si sta rivelando clamorosamente discendente, e né lui né la Juve ne stanno giovando. Ma i veri problemi della Juve sono soprattutto in difesa: vedere la facilità con cui il Palermo colpiva in contropiede, e Chiellini che si fa anticipare di testa da uno di un metro e 60, non è tollerabile. Grygera, Barzagli, Chiellini e Grosso ci mettono sempre il 100 per 100, ma evidentemente qualche meccanismo non funziona. O, forse, a non funzionare è tutta la Juve, oltre a tutto il calcio italiano.

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