SALVIAMO L’ORGOGLIO (E LA STAGIONE)

Il calendario di partite che riguarda la Juventus in questo periodo della stagione è molto particolare e sembra essere proprio adatto al momento generale che sta vivendo la squadra bianconera: Udinese, Palermo, Cagliari, la Juve affronta, per pura casualità (e per via dei risultati negativi) sempre la squadra che le sta immediatamente dietro in classifica, e che quindi, in caso di vittoria, potrebbe superarla. Il condizionale si è trasformato in indicativo per l’Udinese e per il Palermo, entrambi vincenti dalla sfida contro i bianconeri, e ora entrambi davanti in classifica alla squadra di Del neri. La speranza è che la regola per una volta si trasformi in una eccezione, e che almeno il Cagliari non riesca a vincere contro di noi. La storia, la reputazione delle due squadre e anche il valore qualitativo della rosa dovrebbe porre tutto dalla nostra parte. Ma se, osservando le quote dei bookmakers, vediamo i sardi favoriti, allora c’è qualcosa che non quadra. E quel “qualcosa” è il triste, deprimente momento che stanno vivendo tifosi e giocatori juventini, da 5 anni, ma ora ancora di più. Quella che sembrava essere la stagione del rilancio si è incredibilmente e inaspettatamente trasformata nella solita stagione disastrosa, senza che nessuno se l’aspettasse, ma in realtà come se la Juve non fosse mai uscita da quest’incubo. Solo due mesi fa si parlava di Scudetto, ebbene, tutto ciò è stato dimenticato, e si ha l’impressione che la scorsa buia stagione in realtà non sia mai finita.

Di norma ogni occasione potrebbe (anzi, dovrebbe) essere quella giusta per poter ripartire, ma la sensazione è che in realtà serva soltanto a confermare l’incubo, e ad aumentare la sofferenza.

L’occasione di questa sera, comunque, si chiama Cagliari, squadra che, per il recente passato, non evoca bei ricordi alla Juve (in effetti fatico a ricordare una squadra che negli ultimi quattro anni possa evocarli): già la scorsa stagione il duo Matri-Nenè si rivelò ostile per i bianconeri, e due stagioni fa Biondini, Cossu e lo stesso Matri posero fine alle speranze scudetto. Potrebbe rincuorare il fatto che, a partire da questa sera, la bestia nera Matri non sarà più contro di noi, ma con noi: quantomeno non sarà lui a provocarci ulteriori delusioni. Il Cagliari comunque, che dopo una avvio di stagione sui livelli delle scorse stagioni (nonostante il cambio allenatore), e poi un improvviso calo (che ha determinato l’esonero di Bisoli e la nomina di Donadoni), ora ricopre una posizione di tutto rispetto e in corsa per le zone alte della classifica, può contare su giocatori di alto livello, dal sottovalutato Nenè al ritrovato Acquafresca, supportati da un pur sempre determinante Cossu e dal talento (seppure incostante) di Lazzari (uno capace di segnare 5 gol alla Juve in due partite, nell’epoca “felice” di Capello), e guidati da capitan Conti, vero leader (dentro e fuori dal campo) della squadra.

La Juve, dal canto suo, può contare sulla seconda da titolare di Matri (a 5 giorni dal suo arrivo), proprio contro la sua ex squadra. Ma andiamo con ordine. In difesa, davanti al solito Buffon, Si potrà assistere a dei cambiamenti sulle fasce: Grygera e Grosso, nonostante siano stati tra i migliori contro il Palermo, possono pagare per i problemi difensivi rischiare il posto in favore di Sorensen (dimenticato da Del Neri) e di Barzagli, con Chiellini dirottato sulla fascia e Bonucci, al rientro dalla squalifica, al centro. A centrocampo Del Neri pare non voglia rinunciare (nonostante lo scarso periodo di forma) ad Aquilani, che guiderà il reparto ancora assieme a Felipe Melo, e con Sissoko quindi ancora in panchina. Così come punta come esterni su Krasic (in recupero) e Marchisio (il più in forma). In attacco, invece, il neo-acquisto Matri (nonostante i gol sbagliati giovedì) è stato riconfermato, perché sembra l’unico che possa dare una scossa in questo sterile attacco, e sarà affiancato da uno tra Martinez e Del Piero, con questa volta il primo favorito (soltanto per via di un probabile turn-over). Recupera, invece, ma per la panchina, Toni, a 3 settimane dal suo infortunio al ginocchio. Nonostante i 34 anni e la sua reputazione da giocatore “finito”, questa stagione di Toni sembra essere proprio uno specchio di quella passata: prima parte in sofferenza, poi approdo in una big italiana, primo mese da infortunato, ma poi un fine stagione positivo, dove a suon di gol (4, alla fine) ha contribuito alla grande rincorsa della Roma in campionato, terminata sfortunamente. Si spera che l’ex azzurro possa dare almeno lo stesso contributo anche alla Juventus, e formare con Matri una bella coppia. Sulla carta questi due faticherebbero a giocare insieme, in quanto entrambi centravanti di peso, ma chissà che Del Neri non riesca a farli coesistere, facendoli supportare dai cross di Krasic e dalle geometrie di Aquilani, quando questi ritorneranno quelli di inizio stagione.

Ormai di pensare in negativo, sinceramente, non vale più la pena, e me ne sono anche stancato. L’unica cosa che si può fare è, purtroppo, quella di aspettare. Aspettare e sperare, e poi tirare le conclusioni a fine stagione. Se va bene (ne dubito) si andrà avanti; se va male, si cambia, ancora una volta. La Juventus, oramai, sembra esser diventato un semplice e puro gioco.

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