STOP ALLE CHIACCHIERE, PAROLA AL CAMPO

L’attesa è finita, il momento è arrivato. La partita più sentita dal popolo bianconero è ormai vicina. Sta per arrivare il momento di Juve-Inter. Dopo Calciopoli (non che prima le due squadre si trattassero come fratelli e sorelle, comunque) si è accesa una rivalità tra queste due squadre che va oltre tutto, ed ecco perché partite come queste sono partite a sé, estranee al campionato ed a tutto il resto, senza pronostico. Perché Juve-Inter è come un derby, è un derby. In questi casi la classifica non conta mai, la situazione che sta vivendo ciascuna squadra neanche. Tutto si azzera, tutto può succedere. Una vittoria può esaltarti e sbloccarti, una sconfitta umiliarti, deprimerti e gettarti nell’abisso, ecco perché questa sfida non è come tutte le altre.

La vita è fatta di scelte, e quella calcistica in Italia di una scelta in particolare, che si rivela un dilemma per tutti i bambini: Juve o Inter, bianconero o nerazzurro. Due mondi diversi, due stili diversi, due modi totalmente differenti di vivere il calcio e la realtà, che domani sera si affronteranno, dando vita a una sfida intensa, spesso nervosa, ma pur sempre spettacolare, un match che può valerti la stagione.

Ecco perché, nell’analizzare Juve-Inter, non si può far riferimento a nient’altro, se non ad una cosa: Calciopoli. Perché, purtroppo, da 5 anni il nome di queste due squadre è associato a questa parola, a questo scandalo che sarà destinato a non terminare, a durare in eterno. Noi conosciamo la verità, che però non è riconosciuta dalla parte opposta. Ora, non ho voglia di riprendere per l’ennesima volta questo discorso, che purtroppo negli ultimi anni ha spostato l’attenzione al di fuori dei campi di calcio. Con ciò voglio solo sostenere che questa partita deve essere vista anche con un altro scopo: dimostrare, sul campo, che tutto quello che si è detto a parole, tutte le interviste, i processi, le intercettazioni e le sentenze non valgono nulla, e sono smentite dai fatti, dai risultati, dai gol. Questa partita serve a dimostrare anche che comunque, nonostante tutto, si è sempre i più forti.

Per farlo, la Juve potrà contare su un gruppo solido, ma (come sempre) non al completo, anche se, in queste sfide, anche questo conta di meno; anzi, l’emergenza deve essere considerato un incentivo in più per dare il massimo. Juve-Inter, infatti, è sinonimo anche di tanti ricordi, brutti e soprattutto belli, di successi a volte addirittura disperati o insperati, anche se pur sempre voluti.

Del Neri per questa sfida recupererà Iaquinta, ma per la panchina. Si dovrebbe affidare alla stessa difesa che ha giocato a Cagliari (con le conferme, quindi, di Barzagli e di Chiellini come terzino sinistro), con l’unico dubbio su chi schierare a destra, se il più esperto Grygera o il giovane Sorensen. A centrocampo si spera in un recupero in extremis di Marchisio, quasi impossibile. La sua assenza comporta un inevitabile ritorno al 4-4-2, con Martinez che sarà impiegato esterno sinistro, e Krasic invece dalla parte opposta, sostenuti dal duo Aquilani-Melo. In attacco, invece, Del Neri pare orientato a schierare una coppia di peso, Matri-Toni (entrambi a segno contro il Cagliari), con quest’ultimo che farà probabilmente staffetta con Del Piero.

Anche l’Inter, a differenza delle scorse stagioni, vive una situazione di emergenza per quanto riguarda gli infortunati, anche se questa resta sempre una delle corazzate, anzi, la corazzata del campionato, che ha superato le difficoltà iniziali. Saranno pesanti le assenze in difesa di Lucio, Samuel e Chivu, così giocheranno Maicon, Ranocchia, Cordoba e Zanetti spostato terzino. A centrocampo (dove si farà sentire comunque l’assenza di Stankovic), pertanto, giostrerà Kharja, nel ruolo di interno destro, mentre T. Motta sarà il regista e Cambiasso l’incursore mancino. In compenso, però, i nerazzurri possono contare su uno Snejider recuperato e già in grande forma, che agirà alle spalle delle due punte Eto’o-Pazzini, uno degli attacchi più forti della Serie A, ma anche una coppia obbligata, visto il nuovo stiramento di Milito.

Alcune considerazioni tattiche sono necessarie. Fondamentale sarà la partita di Chiellini, chiamato ad una prestazione alla “Tardelli”: bloccare Maicon che agirà sulla sua stessa fascia, e allo stesso tempo cercare di costringere quest’ultimo alla difensiva, aiutando Martinez in fase di spinta. Neutralizzare il brasiliano significherebbe togliere l’arma più tagliente a Leonardo. A Barzagli, invece, il duro compito di tamponare Eto’o, serve: una super prestazione anche da parte sua. E bisognerà fare molta attenzione anche agli inserimenti dei centrocampisti. Comunque, l’Inter, così come è spietata in attacco, ha perso la solidità difensiva che aveva al tempo di Mourinho. Ecco perché si dovrà cercare di ottenere la superiorità numerica sulle fasce attraverso cambi di gioco, e fare affidamento sulla fisicità di Toni e Matri, che potrebbe mettere in difficoltà Cordoba e Ranocchia.

Tuttavia, Juve-Inter è spesso una partita che va oltre gli schemi, che riesce a vincere chi dimostra più voglia, grinta, carattere e determinazione a farlo, chi ha più cuore.

L’Olimpico di Torino sarà per una volta gremito, e vincere, sarà un obbligatorio: per la classifica, per i 3 punti, per la rivalità, per Calciopoli, ma, al di là di tutto ciò, anche per il vanto personale. Perché non c’è cosa più bella nel calcio, prendere in giro i tifosi interisti dopo una vittoria, così come non c’è cosa più brutta essere derisi. Il calcio è bello soprattutto per questo.

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