SI VEDE SOLO DEL PIERO

Forse, anzi, sicuramente, questa vittoria non è servita proprio a niente, forse soltanto a far tornare ad illudere quei ormai pochi tifosi juventini che ancora pensano di poter ambire a qualcosa (a cosa però non lo sanno neanche loro). Probabilmente, anzi, certamente, la vittoria non sarebbe arrivata neanche oggi se in campo non ci fosse stato uno qualsiasi come Alex Del Piero. E forse (ma anche qui alimento certezze) l’andamento della stagione della Juventus in questo ultimo mese sarebbe stato negativo sì, ma non umiliante e disastroso come lo è comunque ora (nonostante la vittoria), se in campo in quelle famose 5 partite avessimo visto in campo il capitano dal primo minuto. Perché la verità è questa: c’è un limite che separa la mediocrità dalla leggenda, un muro, e questo muro si chiama Alessandro Del Piero. Un 37enne, logoro, vecchio, finito, lento ormai anche brutto da vedere, così viene definito da molti (juventini e non) il capitano della Juventus. Ed invece è solo una cosa: la storia, l’esempio, la maglia. Perché se ancora corre, si muove ed ha lo scatto di un ragazzino, se ancora prende palla a centrocampo al 67°, dopo una partita dove aveva corso sicuramente più di tutti gli altri, ed aveva naturalmente mostrato un tasso tecnico superiore agli altri 21 in campo, avanza, salta Mareco come un birillo, e poi entra in area, e con la rapidità di una lepre si sposta la palla in fazzoletto sul sinistro, sul destro, sul sinistro ancora, prima di calciare, con la stessa lucidità di chi tira un calcio di rigore al primo minuto, a giro di sinistro in area di rigore, con un tocco da biliardo, spiazzando così il povero Arcari, vuol dire che è successo per la 182° volta in Serie A qualcosa di magico. E’ la favola (per chi non lo conosce, la storia per chi lo conosce) di Alex Del Piero, da molti definito come un giocatore “ritrovato” (non mi accingo neanche a dire da chi), da altri “recuperato”, ma che in realtà c’è sempre stato, da 18 anni a questa parte, e lo sta confermando ogni domenica, a suon di gol, assist, magie, classe, calcio allo stato puro. Perché Del Piero non è solo il gol del 2-1, ma Del Piero è anche lo slalom in mezzo al campo nel primo tempo prima del lancio di 40 metri sui piedi di Krasic, è anche il pallone messo senza guardare in area per Pepe, è anche l’assist sempre per Krasic nella ripresa, è anche il gladiatore che un minuto prima di essere sostituito va a recuperare palla nella sua difesa, è sempre il ragazzino che dopo il gol esulta stupefatto come se fosse la prima volta, ed è pure l’uomo che sempre con grande lucidità e stile, e mai una parola fuori posto, dice tutto quello che deve dire, e spiega tutto con la massima chiarezza, ai microfoni quando viene intervistato. Basta una domenica sola purché una qualsiasi persone capisca chi sia Del Piero, immaginatevi chi dal ‘93 ammira le sue gesta, come noi, come lui, e non è mai sazio. Perché oramai la grandezza di questo campione la conoscono tutti, e la ha ribadita ancora una volta Prandelli: “Fosse stata una partita decisiva per la mia nazionale avrei convocato Del Piero”, parole che, nonostante i più di 300 gol in carriera, i 5 scudetti, la coppa Italia, la champions League, L’intercontinentale, Il Mondiale, il Campionato di Serie B, e i tanti trofei vinti, Del Piero avrà accolto con immenso orgoglio, per via della sua umiltà, della sua voglia di giocare ancora, di non essere mai sazio.

Solo questo è l’aspetto da essere considerato di Juve-Brescia, finito, per la cronaca, 2-1. Ma avesse pareggiato o perso, non sarebbe cambiato davvero nulla, e infatti non cambia l’opinione su questa non squadra. Ieri per la prima volta mi sono quasi annoiato e ho rischiato di addormentarmi nel vedere la Juve. E, quando è stato sostituito Del Piero, ho smesso di vederla, perché non avrebbe avuto senso, così come non avrebbe avuto senso tutta la partita, e la vittoria, senza il capitano.

Oramai, fino alla fine dell’anno, non ho davvero più voglia di assorbirmi i cambi di Del Neri (ancora una volta ieri, Barzagli per Traorè quando si era 1-1, e Martinez per Del Piero alla fine), gli errori di Buffon e di Chiellini, due campioni da ritrovare, le presenze in campo di giocatori che con la Juve non hanno niente a che fare. Salvabili ieri solo Aquilani e Krasic (che stanno recuperando la condizione), l’ultimo autore anche di un bel gol, Pepe, per la mobilità, e Matri, per l’assist. Oltre naturalmente a Del Piero, ma non oserei neanche per sbaglio accostare un dio con i mortali, una rosa su un campo di grano.

Ieri ho visto la partita soltanto per Del Piero, per ringraziarlo infinitamente per quello che ha dato alla nostra maglia, ai nostri cuori, e per vedere come lui avrebbe ancora una volta ringraziato tutti noi che da sempre lo sosteniamo, per vedere quale altra magia si sarebbe inventato.

Perché, anche in momenti come questi, è sempre capace di regalarci emozioni indimenticabili, di farci cadere in lacrime. Questo vuol dire che la passione, tuttavia, ancora esiste.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: