ROMA-JUVE, E NIENTE DI PIU’

Domani si gioca Juventus-Roma. Che altro dovrei dire? Niente, mi potrei fermare tranquillamente  qua e concludere con un punto, se ricambiassi la Juve per la riconoscenza che ha avuto nei confronti di noi tifosi in questi anni, ma soprattutto in quest’ultima stagione, e i motivi ben li sappiamo. E quando parlo di Juve, purtroppo, non mi riferisco a quei splendidi colori che ricoprono la nostra maglietta, ma a tutte quelle incompetenti persone che in questo particolare momento la rappresentano: dai giocatori all’allenatore, dalla società ai magazzinieri. Tutti capiscono, ma nessuno ammette la sconfitta, e sa che in questo modo si è addirittura compromessa la passione dei tifosi, che da sempre hanno sostenuto questa squadra, e che ora sono davvero stanchi di vedere promesse infrante e umiliazioni dietro l’angolo, sempre. Perché in questi anni i dirigenti della Juventus sono riusciti solo in una cosa: trasformare quello che era un grande amore per questi colori, trasformare questo bel mondo in depressione, ed indifferenza. Anche la fase della delusione è ormai terminata, dato che ormai (per tutte le volte che è accaduto) non si ci rimane più male se la Juventus la domenica perde, il fine settimana non è più rovinato. Ma secondo voi è giusto che ci si deve deprimerci per degli incompetenti che non sanno fare mercato, e per un allenatore che non dovrebbe neanche essere chiamato in tale modo? Ammettessero perlomeno le loro colpe e se ne andassero, altrimenti potrei veramente iniziare a credere che lo si faccia in malafede.

Quindi, non ci sarebbe alcun motivo di continuare a presentarvi le restanti partite del campionato, specialmente questa, dove anche l’ultimo incentivo che mi avrebbe spinto a guardare la partita con un minimo di interesse è pure svanito: come se non bastasse, anche il giocatore più in forma della Juve, o meglio, l’unico giocatore degno di essere chiamato tale in questo momento, si è infortunato e ne avrà per due settimane.

Nonostante tutto, la Juve è pur sempre la Juve, e, anche senza interesse, emotività, tifo, voglia, c’è sempre una spinta dentro noi tifosi che ci spinge a vedere la partita. La quale, non fosse per le situazioni raccapriccianti che Juventus e Roma stanno vivendo, è sempre stata una sfida di davvero grande prestigio, un classico del calcio italiano, una partita che va ben oltre la rivalità dei 22 in campo, una sfida che ha una storia.

Contro i giallorossi, finalmente, Del Neri sembra essersi deciso ad accantonare l’antiquario 4-4-2, in favore di un 4-3-3 maggiormente adatto alle caratteristiche dei nostri giocatori, soprattutto considerate le assenze con cui il tecnico di Aquileia ha a che fare domani (oltre al capitano, sarà assente anche Chiellini, out per 30 giorni). Così, davanti a Buffon in porta (sempre più vicino ad un addio alla Juve la prossima stagione), ci sarà una difesa rimaneggiata, con Barzagli-Bonucci (rigenerato comunque dalla nazionale, e non è l’unico) coppia inedita, Motta che (contro la sua ex squadra) si riprenderà il posto da titolare a scapito di Sorensen (che proprio contro alla Roma all’andata giocò la partita che lo realmente proiettò nel calcio importante), e Traorè unica scelta a sinistra (tra l’altro anche in dubbio, nel caso non ce la faccia è pronto Grosso). A centrocampo, invece, finalmente vedremo giocare i 3 centrali nelle posizioni a loro gradite: Melo nel ruolo di vertice basso, dove aiutato dalla qualità di Aquilani e Marchisio di certo non soffrirà dei problemi di cui soffriva la scorsa stagione, e gli ultimi due proprio come mezze ali, il ruolo dove riescono ad esprimersi al massimo e dove hanno giocato alla grande in nazionale. In attacco, invece, più che tre punte vere e proprie, giocheranno due ali, due centrocampisti esterni offensivi, che supporteranno con i loro cross la prima punta, che sarà Matri, un altro galvanizzato dal primo gol in nazionale. Così Krasic e Pepe giocheranno senza il supplizio dei ripiegamenti difensivi, e avanzeranno il loro raggio d’azione di qualche metro, per cercare di essere più lucidi nel sostenere l’azione offensiva.

Anche tatticamente questa sembrerebbe la soluzione ideale: abbiamo già parlato del centrocampo, ma anche l’attacco ne gioverà (credo) tanto, perché, se si vuol giocare con uno, o addirittura due, centravanti di peso, come Toni e/o Matri (anche se quest’ultimo è atipico, molto più mobile, tecnico e veloce del primo), hai bisogno, prima di tutto, o di una seconda punta in grado di distribuire palloni e fornirli al centravanti, o di due ali, che possano con i loro cross mettere l’attaccante nella condizione di segnare. E se nel 4-4-2, ruolo da sempre considerato quello che maggiormente esalta il gioco sulle fasce, si fa giocare come esterni due difensori centrali, un mediano o una punta lenta e pesante, allora questo modulo è inutile, e l’allenatore che sceglie questo sistema è inadatto nonché incapace di adattarsi ad altre situazioni, e gli uomini che hanno fatto il calciomercato sono ancora una volta degli incompetenti.

Ma questo, ormai, lo capiscono tutti, tranne due persone al mondo, Marotta e Del Neri.

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One Response to ROMA-JUVE, E NIENTE DI PIU’

  1. susanna ha detto:

    Buongiorno,

    mi chiamo Susanna e lavoro nel settore del poker e dei giochi online.

    Ho visitato il vostro sito vecchiasignorajuventus.wordpress.com e mi chiedevo se foste
    interessati ad una collaborazione redazionale.

    Ringraziando in anticipo per la risposta, porgo cordiali saluti.

    Susanna

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