PERCHE’ I BIANCONERI IN AZZURRO GIOCANO MEGLIO?

29 marzo 2011

Ad inizio stagione, questa estate, mentre la Juventus con l’avvento di Agnelli e Marotta, ed una campagna acquisti in una prima fase (con gli acquisti di Bonucci, Krasic, Motta, Martinez, Aquilani e Quagliarella) giudicata stellare o quantomeno molto soddisfacente, si avviava a ricominciare un nuovo ciclo vincente (o almeno così si sperava, e infatti alla fine sappiamo tutti come sta andando), la nazionale, reduce dalla bruciante figuraccia in Sudafrica, era chiamata ad una rifondazione nel bel mezzo di una tempesta, senza sapere da dove, su quali basi poter ricominciare a rifondare. Il ciclo dei campioni del mondo era finito, e, proprio perché si era data troppa riconoscenza a questi, giovani promettenti in giro non se ne vedevano, o se se ne vedevano, continuavano a marcire nelle panchine di Serie A e B, senza una minima possibilità di futuro. Ed oggi, almeno stando a quanto dicono i media, la situazione per la nostra nazionale non è migliorata, e la difficoltà a trovare giovani forti, bravi e già di livello internazionale, sui quali puntare per il futuro, si avverte eccome. Tuttavia, il lavoro di Cesare Prandelli si può ben notare, e la sua impronta, da un punto di vista umano, tecnico e tattico è già ben evidente. Lo dimostrano i risultati fino ad ora ottenuti: 13 punti su 15 nel girone di qualificazione agli Europei, goleada alle Far oer, vittoria contro la seconda del girone in Slovenia, e pareggio in Germania, contro una delle nazionali più forti del momento, sorpresa ma allo stesso tempo conferma ai Mondiali Sudafricani.

La Juve, invece, continua a sprofondare nel baratro.

Noi tutti sappiamo il legame irreversibile che lega la prima squadra di Torino alla nazionale, basta pensare che nel 34, nel 38 e nell’82, il 90 per cento della squadra titolare campione del mondo era composta da juventini, e che anche nel 2006, nella finale Italia-Francia, tra ex, attuali e futuri juventini scesi in campo quella sera, si sarebbe potuta formare una squadra di 11 giocatori: Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Thuram, Grosso, Camoranesi, Vieira, Zidane, Del Piero, Henry, Trezeguet, Iaquinta. Ancora oggi, nonostante tutto, se delle prime 4 squadre in Serie A ci sono soltanto 4 giocatori, la Juve continua a detenere il suo blocco, con ben 6 juventini in pianta stabile nel giro della nazionale. Nel bene e nel male, quindi, Juventus è sempre stato sinonimo di Nazionale Italiana. E non è un caso che a partire dal 2006, anno in cui la Juve è scesa in B, dal cui abisso non è ancora del tutto risalita, anche la nazionale dopo aver raggiunto l’apice ha vissuto in lunghissimo declino.

Ora, però, mentre, come abbiamo detto prima la nazionale sta cercando di risalire la china, frutti di un progetto nella Juve non se ne intravedono nemmeno. Molti dei giocatori però sono gli stessi, come si spiega questo fatto? Potremo analizzarli uno per uno.

Partiamo da Buffon, portiere sulla carta più forte del mondo, ma reduce da errori nella Juventus che non ha mai fatto in carriera, tanto da essere arrivato addirittura ad un certo punto a rischiare il posto in favore di Storari, che invece in Nazionale è capitano, gioca con la solita sicurezza e la trasmette pure a tutta la squadra. La coppia centrale della Juventus, Bonucci-Chiellini, ultimamente è quantomeno disastrosa: dà, ogni volta che viene messa alla prova, la sensazione di far acqua da tutte le parti, e non mostra né sicurezza né compattezza. Nonostante tutto, è la coppia titolare della nazionale, e lì non fa una piega: Bonucci non sbaglia un lancio, Chiellini recupera tutta la grinta. E per finire Aquilani, debole ed inconcludente nell’ultimo periodo alla Juventus, principe del centrocampo del centrocampo in azzurro. Ma allora, dove sta il problema? Ha provato a spiegarselo lo stesso Aquilani: “Me lo chiedo pure io, comunque il fatto che in nazionale giochiamo bene significa che non siamo dei brocchi come ci vogliono far sembrare”. E’ verissimo, ma qual è il problema? Perché ciò non lo dimostrano anche in bianconero? Problemi di natura tattica non ce ne sono, perché tutti, fatta eccezione per Aquilani, che gioca leggermente più avanti, occupano lo stesso ruolo che occupano anche nei rispettivi club; malafede presuppongo neanche, in quanto se mi si tira indietro una gamba, lo si fa in nazionale, per non rischiare di infortunarsi nei rispettivi club, dove se non si gioca bene, quasi come in un circolo vizioso, si rischia di perdere anche la possibilità di rappresentare calcisticamente l’Italia. Il segno zodiacale, infine non c’entra: i bianconeri non sono Gemelli, né tanto meno noi siamo Domenech che crediamo al potere degli astri.

La vera causa, allora, di questa strana involuzione dei giocatori bianconeri quando giocano col club, ed improvvisa calma, maturazione quando invece sono in nazionale (in genere dovrebbe capitare l’opposto) è sicuramente dovuta all’ambiente che in questo momento condiziona la squadra: i giocatori hanno timore, giocano con paura, e non riescono ad esprimersi al meglio.

E la colpa di chi è? L’avessimo scoperto, ora non saremmo a descrivere questo scenario terrificante, sono cambiati dirigenti, allenatori, preparatori, giocatori, perfino presidenti, e la soluzione non è stata trovata.

Chissà quando e se mai torneremo ad essere la vera Juve.

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C’E’ SEMPRE JUVE IN QUESTA BELLA ITALIA

10 febbraio 2011

Nell’attesa del derby d’Italia, questa è anche la settimana delle nazionali. Una settimana che ha sorriso ai colori azzurri, dopo davvero tanto tempo. Non accadeva da molto, infatti, che, sia a livello di under 21, ma soprattutto a livello di nazionale maggiore, l’Italia non si sentisse sullo stesso piano delle grandi squadre europee e mondiali e che non vivesse nella propria inferiorità e con le proprie difficoltà. La crisi del calcio italiano, infatti, non è ancora finita, anzi, ma comunque è in atto un importante progetto di rinnovamento, si sta dando fiducia il più possibile ai giovani e si sta cercando di valorizzarli. Se questo percorso non darà i suoi frutti nei prossimi anni, le cause del fallimento non saranno comunque né dell’allenatore, né dei giocatori stessi, ma semplicemente di un sistema di calcio italiano ancora troppo arretrato, che non dà fiducia alle nuove nostrane leve e non dà loro la possibilità di esprimersi e di dare continuità alle loro prestazioni. Leggi il seguito di questo post »


UN GIORNO DA DIMENTICARE IN FRETTA

14 ottobre 2010

L’altro giorno si è verificata una delle pagine più tristi del nostro calcio, non tanto per la maestosità (in negativo) dell’evento, quanto per i problemi che questo nasconde dietro di sé. E’ stata una giornata secondo me più triste anche di quelladi questa estate di Italia-Slovacchia, perché essa si è sviluppata in due frontiere diverse, ma ha manifestato con chiarezza quelli che sono due punti precisi della crisi del nostro calcio (giocato e non).

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DALLA NAZIONALE: SEGNALI NON BUONI

10 ottobre 2010

Un week-end di nazionali, anche per la Juve. Tuttavia, non come in passato, quando una colonia bianconera si spostava in giro per il mondo, a sostenere i propri colori patriottici. Questa settimana, i convocati per le loro rispettive squadre nazionali erano “solo” 5: 4 azzurri (Bonucci, Chiellini, Marchisio e Pepe) e 1 serbo (Krasic). La tanto accclamata da Marotta “nazionalità” che questa squadra aveva, ultimamente sta andando scemando: sono rimasti a Vinovo Motta per scelta tecnica, Quagliarella, Amauri e Martinez perché infortunati, Grygera, Legrottaglie, Felipe Melo, Del Piero e Iaquinta perché non rientrano nei piani dei ct, Sissoko perché il suo Mali non è impegnato nelle nazionali, e gli altri perché non sono mai entrati nel giro. Leggi il seguito di questo post »


E’ SEMPRE (E COMUNQUE) ITALJUVE

8 settembre 2010

Da sempre Italia significa Juve, Juve significa Italia, bianconeri significa azzurri.

Non che nella squadra bianconera non ci sono stati (e non ci siano tutt’ora) stranieri che sono stati campioni o che sono nazionali dei loro paesi (vedi Krasic nella Serbia), ma la conferma di ciò detto precedentemente viene data anche dai colori della seconda maglia della Juventus di quest’anno, col tricolore anziché uno sponsor qualsiasi al centro. Leggi il seguito di questo post »